
Il caso
Un soggetto utilizzava il social Instagram per entrare in contatto con altre persone, presentandosi sotto falsa identità. Attraverso questo profilo, reale o costruito anche mediante immagini altrui, avviava conversazioni a sfondo sessuale con l’obiettivo di ottenere vantaggi di natura intima. La vicenda è stata esaminata dal Tribunale di Trieste, chiamato a valutare la rilevanza penale della condotta.
Il principio stabilito dal giudice
Il Tribunale di Trieste (Sez. Penale, sentenza n. 681 del 24/05/2021) ha affermato un principio chiaro: integra il reato di sostituzione di persona chi utilizza una falsa identità sui social per adescare altri soggetti a fini sessuali.
Non è necessario:
✔ utilizzare necessariamente la foto di un’altra persona reale;
✔ creare un’identità perfettamente riconducibile a un soggetto esistente.
È sufficiente:
✔ indurre in errore la vittima sulla propria identità;
✔ sfruttare tale inganno per ottenere un vantaggio (in questo caso, di natura sessuale).
Implicazioni operative
Questo principio ha ricadute molto concrete, anche nell’ambito delle investigazioni digitali:
✔ Quando una condotta online diventa reato?
Quando vi è una falsa rappresentazione della propria identità finalizzata a ingannare altri e ottenere un vantaggio.
✔ Quali elementi sono rilevanti come prova?
Chat, screenshot, profili social, cronologia delle conversazioni e qualsiasi traccia digitale idonea a dimostrare l’inganno e l’intento perseguito.
✔ Quali sono i limiti legati alla privacy?
La raccolta delle prove deve avvenire nel rispetto della normativa vigente, evitando accessi abusivi o violazioni della sfera privata.
✔ Come deve essere strutturata una relazione investigativa?
Deve essere:
a) oggettiva e priva di interpretazioni arbitrarie;
b) cronologicamente ordinata;
c) supportata da evidenze digitali verificabili;
d) conforme ai requisiti di utilizzabilità processuale.
Cosa significa per chi legge
Questa sentenza evidenzia un punto fondamentale: anche nei contesti digitali, l’identità personale è tutelata penalmente.
Condotte spesso sottovalutate, come il sexting sotto falso nome, possono integrare veri e propri reati e avere conseguenze legali rilevanti.
Per verificare se una situazione personale o familiare presenta profili rilevanti sotto il profilo probatorio, è possibile richiedere una consulenza preliminare riservata.
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