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Il caso

Un lavoratore addetto alla lettura dei contatori è stato licenziato dalla società per giusta causa dopo che l’azienda aveva avviato accertamenti tramite un’agenzia investigativa. Le indagini avevano evidenziato che il dipendente, pur attestando tramite il dispositivo aziendale l’inizio e la fine dell’attività lavorativa, in realtà trascorreva parte dell’orario in luoghi estranei alle mansioni assegnate e non svolgeva effettivamente le prestazioni attese. Inoltre, risultava che il rapporto tra orari dichiarati e attività svolte presentava incongruenze significative. Il dipendente ha impugnato il licenziamento in sede giudiziaria, assumendo tra le altre la nullità dei controlli investigativi e l’irregolarità della contestazione disciplinare.

 

Il principio stabilito dal giudice

Con ordinanza n. 24564 del 4 settembre 2025, la Corte di Cassazione – Sezione Lavoro Civile ha affrontato il tema dell’utilizzabilità e della legittimità dei controlli svolti tramite agenzia investigativa ai fini di un licenziamento disciplinare. La Corte ha affermato che:

✔ i controlli effettuati da un’agenzia investigativa non rientrano automaticamente nel divieto di controllo imposti dallo Statuto dei Lavoratori (art. 4 della legge n. 300/1970) quando sono mirati, attuati ex post e diretti ad accertare specifiche condotte illecite ascrivibili, sulla base di concreti indizi, a un singolo dipendente, e non hanno ad oggetto la normale attività lavorativa;

✔ tali controlli sono ammissibili quando derivano da un sospetto fondato e non costituiscono un controllo arbitrario e generalizzato dell’attività del lavoratore;

✔ l’azienda può legittimamente affidarsi a investigatori esterni per produrre elementi utili a dimostrare condotte fraudolente o gravi inadempienze, anche in assenza di una preventiva autorizzazione delle rappresentanze sindacali, purché lo scopo sia circoscritto alla verifica di comportamenti illeciti e non al controllo di routine.


La Corte ha quindi rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la legittimità del licenziamento disciplinare.

 

Implicazioni operative

✔ Quando è legittimo avviare controlli tramite agenzia investigativa?
I controlli sono legittimi quando:

a) sussistono elementi oggettivi e concreti che fanno sorgere fondati sospetti di illeciti o comportamenti fraudolenti da parte del lavoratore;

b) l’attività investigativa è mirata a verificare tali specifici fatti e non ha ad oggetto la normale prestazione lavorativa;

c) l’iniziativa non è arbitraria ma è conseguenza delle incongruenze riscontrate nella performance del dipendente.

 

✔ Quali controlli restano esclusi?
Non possono essere considerati legittimi i controlli generici o invasivi volti a verificare la normale attività lavorativa quotidiana senza un serio elemento presuntivo di frode o illecito. In questi casi, la disciplina dello Statuto dei Lavoratori richiede forme di verifica compatibili con la tutela della riservatezza.

 

✔ Quando si può adottare il licenziamento per giusta causa?
La Corte ha confermato che, in presenza di comportamenti fraudolenti comprovati (falsificazione delle timbrature, permanenza in luoghi non attinenti all’attività lavorativa, inattività ingiustificata), il licenziamento disciplinare per giusta causa può essere legittimamente adottato, anche se gli elementi probatori derivano da un’indagine affidata a un’agenzia investigativa.

 

Cosa significa per chi legge

Questa pronuncia conferma un orientamento giurisprudenziale significativo: l’utilizzo di strumenti investigativi esterni può essere compatibile con il diritto del datore di lavoro di tutelare il proprio interesse e patrimonio, purché venga adottato in modo mirato e giustificato da sospetti fondati di illeciti. La sentenza sottolinea l’importanza di un approccio proporzionato e non arbitrario ai controlli, evitando che si trasformino in una forma di vigilanza generalizzata sul lavoratore. La Corte riafferma inoltre che tali elementi sono utilizzabili per giustificare un licenziamento disciplinare quando le prove raccolte dimostrano condotte gravemente lesive della fiducia contrattuale.

Per verificare se una situazione personale o familiare presenta profili rilevanti sotto il profilo probatorio, è possibile richiedere una consulenza preliminare riservata.

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