
Il caso
Un lavoratore, assente per malattia, veniva sorpreso a partecipare a una partita di calcio programmata da tempo, proprio durante l’orario in cui avrebbe dovuto essere a riposo. Il datore di lavoro riteneva tale comportamento incompatibile con lo stato di malattia dichiarato e procedeva al licenziamento. Il lavoratore impugnava il provvedimento, ma la questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione.
Il principio stabilito dal giudice
La Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, ordinanza n. 23852 del 5 settembre 2024) ha stabilito: è legittimo il licenziamento del lavoratore che, durante la malattia, svolge attività incompatibili con lo stato dichiarato.
In particolare:
✔ il lavoratore in malattia deve tenere una condotta coerente con la guarigione;
✔ attività ludiche o sportive possono integrare violazione se incompatibili con la patologia;
✔ rileva la violazione degli obblighi di lealtà e correttezza verso il datore di lavoro;
✔ non è necessario provare il danno, ma è sufficiente la condotta contraria ai doveri contrattuali.
Quindi, il principio chiave è che la malattia non legittima comportamenti incoerenti o contrari alla buona fede.
Implicazioni operative
✔ Quando il licenziamento è legittimo?
Quando il lavoratore svolge attività che:
a) contrastano con lo stato di malattia dichiarato;
b) possono ritardare la guarigione;
c) dimostrano una violazione della fiducia.
✔ Quando NON è automaticamente illecito?
a) Attività compatibili con la patologia;
b) comportamenti che non incidono sulla guarigione.
✔ Quali sono gli elementi probatori rilevanti?
a) Documentazione medica;
b) accertamenti investigativi;
c) testimonianze;
d) eventuali foto o video.
✔ Qual è il ruolo dell’investigatore privato?
Un investigatore autorizzato può raccogliere:
a) prove sulle attività svolte durante la malattia;
b) verifiche sulla compatibilità con lo stato dichiarato;
c) report utilizzabili in giudizio.
Cosa significa per chi legge
Questa ordinanza chiarisce un punto fondamentale: il lavoratore in malattia deve rispettare obblighi di correttezza e buona fede.
Anche attività apparentemente “innocue”, come una partita di calcio, possono portare al licenziamento se incompatibili con la malattia.
Per verificare se una situazione personale o familiare presenta profili rilevanti sotto il profilo probatorio, è possibile richiedere una consulenza preliminare riservata.
Collaboriamo con studi legali per la raccolta strutturata di elementi utili e concretamente utilizzabili in giudizio.