
Il caso
La vicenda trae origine da una lunga e complessa separazione nel corso della quale il padre, pur avendo ottenuto numerosi provvedimenti giudiziari favorevoli, non è riuscito a mantenere un rapporto stabile con il figlio. Tra i provvedimenti emessi figuravano anche il collocamento del minore presso il padre, mai concretamente eseguito, e la decadenza della madre dalla responsabilità genitoriale. Nonostante ciò, il minore è rimasto a vivere con la madre e il rapporto padre-figlio è stato progressivamente compromesso. La questione è approdata dapprima davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha condannato lo Stato italiano per non aver garantito un'effettiva tutela del diritto del padre alla vita familiare previsto dall'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Successivamente la Corte di Cassazione è stata chiamata a valutare se il comportamento sistematicamente ostruzionistico del genitore collocatario potesse integrare un illecito civile risarcibile.
Il principio stabilito dal giudice
Con l'Ordinanza n. 29690 del 19 novembre 2024, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio di particolare rilievo in materia di diritto di famiglia: Il genitore che ostacola in modo sistematico il rapporto tra il figlio e l'altro genitore può essere chiamato a rispondere dei danni cagionati, qualora tale condotta integri un illecito endofamiliare.
In particolare, la Corte ha evidenziato che:
✔ il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori costituisce un interesse primario tutelato dall'ordinamento;
✔ il sistematico mancato rispetto dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria può integrare una grave violazione dei doveri genitoriali;
✔ il comportamento del genitore che impedisce o ostacola i rapporti con l'altro genitore può determinare una responsabilità civile con conseguente obbligo di risarcimento del danno;
✔ spetta al giudice valutare la gravità della condotta e le conseguenze concretamente prodotte sul rapporto familiare.
Implicazioni operative
✔ Quando il comportamento del genitore può assumere rilievo?
a) Quando impedisce o rende sistematicamente difficoltosi gli incontri tra il figlio e l'altro genitore;
b) Quando non rispetta i provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria;
c) Quando pone in essere condotte idonee ad alterare o compromettere il rapporto affettivo tra il minore e l'altro genitore;
d) Quando tali comportamenti provocano un pregiudizio concreto al diritto alla bigenitorialità.
✔ Quali elementi possono assumere valore probatorio?
a) Provvedimenti del Tribunale rimasti ineseguiti;
b) Verbali delle Forze dell'Ordine o dei Servizi Sociali;
c) Relazioni dei consulenti tecnici, psicologi o assistenti sociali;
d) Relazioni investigative svolte nel rispetto della normativa vigente;
e) Messaggi, comunicazioni, documentazione e ulteriori elementi idonei a dimostrare gli ostacoli frapposti alla frequentazione.
✔ Cosa deve accertare il giudice?
Il giudice è chiamato a verificare se il comportamento del genitore abbia costituito una condotta sistematica e volontaria di ostacolo ai rapporti familiari e se da tale comportamento sia derivata una lesione del diritto dell'altro genitore e dello stesso minore a conservare il rapporto affettivo. La valutazione viene effettuata sulla base delle prove raccolte nel corso del procedimento e dell'effettiva incidenza della condotta sulla relazione genitore-figlio.
Cosa significa per chi legge
Questa ordinanza conferma che il diritto alla bigenitorialità non rappresenta soltanto un principio astratto, ma costituisce un diritto concretamente tutelato dall'ordinamento. Quando uno dei genitori ostacola in maniera sistematica il rapporto tra il figlio e l'altro genitore le conseguenze possono andare oltre i provvedimenti adottati dal giudice della famiglia e tradursi anche in una responsabilità civile con obbligo di risarcimento del danno. Dal punto di vista probatorio assume particolare importanza la raccolta di elementi oggettivi, documentati e acquisiti nel pieno rispetto della legge capaci di dimostrare le condotte ostative e il pregiudizio arrecato.
Per verificare se una situazione personale o familiare presenta profili rilevanti sotto il profilo probatorio, è possibile richiedere una consulenza preliminare riservata.
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